Non sono un fotografo professionista, ma la Fotografia mi ha sempre accompagnato in tutta la mia vita.
Sono nato ad Asti nel 1955. Dodicenne, mi avvicinai alla pittura, ma capii ben presto che non sarebbe stata quella la mia strada.
Nel 1968 un amico di famiglia mi regalò la sua Bencini Comet II, una macchina semplice con la quale incominciai a fotografare tutto ciò che mi attraeva e di cui avevo disponibilità immediata (oggi si direbbe street photography).
La svolta avvenne qualche anno dopo: con un piccolo visore vidi una diapositiva Kodachrome che riprendeva le bellissime cascate di Plitvice.
La tridimensionalità e gli splendidi colori mi abbagliarono, non sapevo ancora che quella pellicola, unica nel suo genere, era composta di tre strati in bianco e nero filtrati RGB con i pigmenti associati successivamente nello sviluppo.
Da autodidatta, i grandi mastri della fotografia mi hanno accompagnato fino ad oggi: Sieff, Bresson, Horst P Horst, Ansel Adams, Kertez, Fontana, Haas, Ghirri e Mario Giacomelli, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente.
Dopo i primi anni di apprendimento della tecnica analogica, essendomi poi reinventato nel digitale, ho sempre cercato di sviluppare delle serie fotografiche organiche e, in alcune, ho preso ispirazione da poesie e prose letterarie che mi hanno favorevolmente influenzato.
Una mia grande passione è la ripresa di un essere vivente che adoro particolarmente e che troverete con ricorrenza nei miei lavori: l’albero. Non importa quale albero, ma è il concetto di albero che mi interessa.
Su questo soggetto desidero lavorare ancora, anche per la difficoltà di coniugare quello che sento con ciò che mi (e vi) restituisce l’obiettivo.